Manu Invisible: «Ignoranti e vandali non sono writers»

Articolo pubblicato nell'inserto "Scuola di cronaca" -  L'Unione Sarda del 28/01/2015

Hanno dai 16 ai 35 anni i writers cagliaritani seguaci della cultura Hip hop, nata negli anni '70 a New York, più precisamente nel Bronx. Questo movimento comprende quattro discipline principali: Il rap, la break dance, il djing cioè la produzione di basi, e, appunto, il writing. Gli “scrittori” marcano i muri con i nomi delle loro crew o con le loro tag. C'è chi abbellisce e chi rovina, c'è chi li apprezza e chi li denuncia. Insomma, artisti o vandali?
EFFIMERO Il writing a Cagliari non appare solo sui muri grigi della città, ma ricopre anche intere fiancate dei mezzi pubblici più comuni, treni o pullman.
Solitamente vengono cancellati la mattina stesso, dopo esser stati realizzati durante la notte nei depositi delle stazioni. Alcuni fanno in tempo a compiere qualche viaggio e quindi a fare una sfilata nelle varie fermate intermedie.
Altri muoiono qualche ora dopo la loro creazione. Il train bombing riguarda unicamente il graffitismo: «Graffiti e street art sono due cose differenti» dice Bemo, writer della zona, che si è avvicinato a questa pratica a 14 anni. «I graffiti fanno parte della cultura Hip hop, che nasce dalla voglia di esprimersi e di far vedere a tutti ciò che sei capace di fare, tenendo fede ai valori che hanno reso ciò una cultura che vive da più di quarant'anni». Il graffitismo sui treni viene considerato vandalismo. Danneggerebbe dei beni pubblici. «È vandalismo quando lo si fa senza una motivazione, scrivendo su chiese o monumenti, basti vedere gli ignoranti che scrivono sui muri del bastione, diventa vandalismo quando si scrive su altre opere d'arte», continua. Un chiaro esempio di unione tra street art e vandalismo si può trovare in via San Saturnino. Questa via è quasi completamente ricoperta da disegni, realizzati con tecniche diverse e da muralisti anonimi o riconoscibili grazie alle loro firme. Questi seguaci dell' arte di strada hanno rivestito i muri (molti anche di abitazioni) con le loro tag. Qui si incontrano opere d'arte e lavori vandalici, mischiate tra loro senza un senso logico. Un'esplosione di colori che vengono divisi tra graffiti, murales e pasticci.
MANU Un esponente tra i più conosciuti della Street Art in Sardegna è sicuramente Manu Invisible, i suoi murales decorano i muri altrimenti spogli dei paesi e delle città dell'isola. Avvicinatosi a questo tipo di arte a circa nove anni, realizza le sue opere partendo da segni dinamici e stilizzati e definisce il suo stile simile a quello dei bambini. «Cagliari è un'ottima culla della Street Art a mio parere», dice. «L'arte la si può esprimere sempre, basta volerlo». E poi spiega: «Il vandalismo si contrappone all'arte semplicemente nell'intento vandalico. L'arte, vuole essere arte, quindi rispetto dei monumenti e tutela dei beni privati, senza distinzione». Proprio in questo si differenziano gli artisti che cercano di valorizzare e dare nuova vita alle pareti altrimenti grigie e tristi, e i vandali che senza un motivo preciso graffitano o pasticciano luoghi che hanno già un valore artistico e culturale. E che andrebbero protetti.

Emanuele Carta, Gaia Zanda, Alessio Alosi, Elisa Mascia, Sara Pusceddu, Aurora Cabiddu (4^ A)

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