Francesco Farci, il poeta dell’argilla

Francesco Farci, il poeta dell’argilla

 

Paesaggi, animali, attività, donne, vasi antropomorfi, fitomorfi e zoomorfi. Una grande varietà di temi si sprigiona dalle creazioni di Francesco Farci. Forme minute e dettagliate danzano in cima a sagome severe e squadrate dalla foggia quasi militaresca e, stando in bilico, sembrano prendersi gioco della gravità.

L’artista, memore e depositario di una grande tradizione, con questa antologica “Di Terra in Terra” presenta il suo sguardo felice e denso di poesia sul mondo che ci circonda: un mondo dove c’è posto per tutti, senza steccati, barriere e pregiudizi, dove i sogni non sono mai incubi e l’ironia non è mai feroce. “Pasquale voleva volare”, “Maria ciotolina”, le simpatiche galline e le brocche multiformi sono solo alcuni dei protagonisti di questo mondo incantato dove l’osservatore torna improvvisamente bambino e  rivive, almeno per un istante, una dimensione quasi fiabesca.

Così le sculture di Farci diventano in un certo qual modo terapeutiche perché ci aiutano a filtrare la realtà, come un setaccio finissimo. Ciò che lui modella esiste, ma non sempre lo vediamo perché distratti o pressati dagli affanni della quotidianità. Ormai siamo sempre meno capaci di cogliere la poesia del mondo e il vero artista è colui che, rivelandola, ci induce a guardarla anche momentaneamente.

Questa personale, allestita al Centro Pilota della Ceramica di Assemini, fortemente voluta dall’amministrazione comunale, ripercorre le tappe più significative del percorso artistico di Francesco Farci. Nelle sale espositive troviamo una vasta collezione che spazia dai primi bozzetti (rivisitati) risalenti al periodo degli studi (Liceo Artistico di Cagliari e Accademia di Belle Arti a Firenze), alle forme più mature frutto di sperimentazione basata su  compenetrazione e accostamento di volumi, contaminazione linguistica sospesa fra tradizione e ricerca, materiali e cromatismi derivanti da diverse modalità di cottura. Nella sala dedicata  esclusivamente alle sue opere campeggia anche un lavoro del padre, Saverio, come esplicito riferimento alle  origini  da cui la sua arte discende, una sorta di legame ideale che unisce e nutre una concezione ceramica coerente con la modernità senza rinnegare le proprie radici.  Francesco ha guardato in modo intelligente alla tradizione, ma non si è mai adagiato sulla consuetudine investendo tutte le sue energie nel rinnovamento di un mestiere antichissimo che, nel suo  caso, non mostra mai i segni del tempo e riesce sempre a stupirci per la sua freschezza.

La mostra è visitabile tutti i giorni fino al 31 dicembre dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.30 al Centro Pilota per la Ceramica, in via Lazio ad Assemini.

 

Anna Maria Lecca

(docente di Storia dell’arte)

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